Implantologia

Pubblicato il 31/07/2018


Il Dott. Cappella ha ottenuto un master in implantologia Torino e protesi implantare presso l’Università di Milano, Ospedale San Raffaele. Esegue interventi di implantologia dal 1990 ed ha conseguito un’esperienza e casistica fondamentale. L’impianto dentale rappresenta la soluzione ottimale dei denti mancanti, sia da un punto di vista funzionale che estetico. Da diversi anni eseguiamo, oltre alla terapia implantare tradizionale, quella a carico immediato, che consente il posizionamento della protesi fissa sull’impianto nell’arco delle prime ventiquattro ore.

L’implantologia orale è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti con radici artificiali posizionate nell’osso. Gli impianti possono sostenere denti singoli, gruppi di denti o possono anche fungere da supporto per una protesi completa (la cosiddetta dentiera). Occorre ricordare che l’utilizzo della soluzione implantare, permette di conservare integri i denti naturali adiacenti allo spazio da colmare, in quanto la protesizzazione degli impianti non coinvolge i denti naturali.

Osteointegrazione
L’obiettivo di qualsiasi tipo di impianto è comunque quello di raggiungere una totale osteointegrazione: un contatto diretto, intimo, tra tessuto osseo neo formato e la superficie in titanio degli impianti posizionati; gli impianti una volta funzionalizzati, sottoponendoli a carico, devono presentare stabilità ed essere clinicamente efficaci (no dolore, no mobilità, etc)
Gli impianti endo ossei sono in titanio: un materiale assolutamente bio compatibile con il tessuto osseo.

Forme degli impianti
Un impianto endosseo viene inserito direttamente nell’osso mediante una preparazione specifica dell’osso. L'implantologia Torino può avere forme a vite, cilindriche, coniche: differiscono tra di loro anche per il tipo di superficie e per la forma delle spirali degli impianti. Un tempo gli impianti presentavano una superficie liscia,(macchinata) ora le superfici sono rugose, trattate con diverse tecnologie e hanno tutte l’obiettivo di favorire l’osteo-integrazione che viene quindi raggiunta molto più rapidamente di un tempo.

Nella riabilitazione effettuata mediante impianti, l’unità implantare deve essere considerata come un sostituto della radice dentale. Da un punto di vista protesico-estetico gli impianti devono essere disposti in modo da ottenere il risultato voluto. Bisogna considerare anche il grado di riassorbimento osseo e le caratteristiche anatomiche. È importante inoltre tenere presente che i componenti dell’impianto sono concepiti per supportare denti di diverse dimensioni. Pertanto per ottenere un risultato ottimale è necessario effettuare una scelta corretta nell’ampia gamma di diamerti e morfologie implantari.

Presupposti anatomici
La qualità e la quantità ossea, sono i fattori più importanti da valutare nella analisi preoperatoria qualunque sia il sistema implantare che si intenda usare. Servendosi degli attuali mezzi diagnostici (radiografia panoramica , tac, modelli di studio,analisi computerizzata 3D etc) è possibile valutare con la massima precisione, altezza, larghezza, lunghezza e forma dell’osso nonchè i prevedibili rapporti tra impianti strutture anatomiche e sovrastruttura protesica.

In particolare si deve prestare attenzione a due strutture anatomiche: una nella mandibola (osso inferiore) l’altra nel mascellare (arcata superiore). Mandibola: il nervo alveolare inferiore che decorre nel corpo mandibolare dal suo ingresso nella branca montante della mandibola fino alla sua fuoriuscita a livello del forame mentoniero.; l’offesa del nervo alveolare inferiore comporta una paralisi e anestesia dell’emilabbro corrispondente .Mascellare: seno mascellare . In seguito ad estrazioni dentali laterali posteriori superiori , il seno mascellare occupa lo spazio che era delle corrispondenti radici dentali (pneumatizzazione) riducendo così notevolmente il tessuto osseo.
Nel mascellare superiore si può al giorno d’oggi in seguito ai progressi delle tecniche chirurgiche e dei bio materiali rialzare il pavimento del seno potendo così posizionare gli impianti e permettendo così riabilitazioni protesiche fisse che un tempo non potevano essere effettuate.

Novità nel campo diagnostico e di impostazione pre operatoria
Negli ultimi anni sono state introdotte delle tecniche rivoluzionarie basate su un sistema di pianificazione computerizzata del trattamento implanto-protesico. La progettazione 3D computerizzata fornisce l’esatta posizione e profondità degli impianti prima dell’intervento con una precisione ineguagliabile.Con l’ausilio di mascherine stereolitografiche che guidano il posizionamento degli impianti .

La nuova metodica consente di ridurre il numero delle sedute ed i tempi di trattamento.
Questo sistema permette di inserire gli impianti e consegnare le protesi dentarie sugli impianti in una sola seduta. In definitiva, il paziente entra nello studio con uno o più denti mancanti e nel giro di poche ore esce con i nuovi denti, provvisori o definitivi a seconda delle condizioni osseo-dentali e dalle esigenze del paziente.

Esistono limiti di età?
L’età di per sé non è una controindicazione all’uso degli impianti. Tuttavia un paziente più anziano può presentare problemi di salute che sconsigliano l’implantologia.
Per quanto riguarda il paziente in età adolescenziale dove talvolta si presenta la necessità di sostituire elementi dentali andati perduti a causa di incidenti traumatici, è indispensabile attendere fino a che non si sia realizzato un completo sviluppo osseo dei mascellari, il che deve essere valutato per ogni singolo caso.

NOVITÀ. Il carico immediato in implantologia
•Che cosa è il carico immediato?
•Come è possibile rimettere i denti in prima seduta sugli impianti endoossei?
•Che possibilità dà al paziente il carico immediato?

Con l’implantologia a carico immediato si può inserire l’impianto o gli impianti nella zona edentula del paziente e posizionare immediatamente i denti provvisori fissi sugli impianti stessi.

In questa maniera il paziente che entra nello studio senza denti o con una parte dei denti mancanti, o con dei denti da estrarre esce (nella stesa seduta) con gli impianti inseriti ed i denti provvisori fsissati nel cavo orale. Questo permette al paziente di non rimanere mai senza denti a differenza della tecnica bifasica, che impone una attesa (3-6 mesi) dopo le estrazioni, per iniziare l’intervento chirurgico,un’attesa per dare la possibilità all’osso spugnoso di legarsi all’impianto (4-6 mesi),inoltre richiede un secondo intervento chirurgico di apertura gengivale per mettere allo scoperto l’impianto nel cavo orale (tecnica bifasica) con attesa (40 giorni) per poter prendere l’impronta ed iniziare a costruire il manufatto protesico definitivo.

In tutto questo periodo il paziente deve indossare una protesi mobile con un certo disagio nel mangiare, nel parlare con richiesta di sedute continue ,per aggiustamenti della protesi provvisoria dal dentista. Quindi i vantaggi per il paziente nella tecnica a carico immediato sono notevoli.